martedì 19 maggio 2009

Wicked Fat Chance



"Don't tread on me." Una reintrerpretazione della bandiera a stella e strisce ed un rettile, assieme ad una premurosa raccomandazione pre-riding che tanto ha il sapore di cactus cup. Una montain bike fatta di fantasia e sperimentazione. Colori, decorazione, acciaio. Caschetti Etto. Massici e improbabili gruppi cambio Campagnolo. Esili e musicali forcelline in acciaio, teste di forcelle dal fascino indiscusso. Facce affaticate ed impolverate che correvano gare Norba ....Questo evoca nella mente il marchio Fat Chance.
Yo Eddy, Yo Betty, Buck Shaver. Wicked Fat Chance, F*ck'n Fat Chance, Shock A Billy erano solo alcune delle creazioni del marchio guidato da un icona americana dei costruttori di mountain bikes: Chris Chance.
Fat chance cycles nasce nel 1982, e scrive alcune delle pagine più prestigiose degli albori della bicicletta da montagna.
A tal proposito potete curiosare questo video su Fat Chance cycles.

hi-resolution

Ora potete capire perchè avere tra le mani un esemplare di "Wicked Fat Chance", nuovo e mai utilizzato, possa causare alla mia debole personalità uno shock seguito da una convulsa sessione fotografica.
Guardate ed esternate. Fa bene allo spirito.

lunedì 18 maggio 2009

sono scarso io o sono davvero difficili i sentieri canadesi?


nella vita tutto è relativo. è solo questione di punti di vista. se chiedi ad uno di qui se ladies only è un sentiero tosto, la risposta sarà no. se lo chiedi a me, la risposta sarà si. per cui? deduco che a) non sono bravo come loro; b) abbiamo standard diversi; c) l'italia è in declino. per dire: pensi che il sentiero 601 sul lago di garda sia difficile? è NIENTE confronto a questi. la qual cosa ci porta alla logica domanda: come sono i sentieri qui, a Vancouver? giusto per dare un colpo d'occhio generale, ci sono tre montagne in città: cypress, fromme e seymour. cypress è famoso per il terreno naurale. pochi stunt, in compenso tutto è semi-verticale e scivoloso. dubito che su cypress ci sia qualcosa alla mia portata. voglio dire, ne sono sicuro. fromme e seymour hanno qua e là qualche sentiero più umano. ma hanno anche dei mostri orrendi tipo un sentiero dal nome gmc. questo ha stunt suicidi e non per scherzo. morale? non so. quello che posso dire che le persone qui ci pensano un pezzo prima di dire: ah si, adesso mi viene in mente un sentiero che puoi fare anche tu. tutti gli altri ve li racccomando. bisogna anche dire che una volta che hai familiarità con la morte, queste piccole tracce infernali, dovrebbero sembrare più umane. dico così, non che lo sappia. io le ho fatte un po' di volte ed a me fanno venire in mente sempre la medesima domanda: perchè sono qui? la risposta non è chiara ma penso che abbia a che fare con ipotetiche compensazioni di altre mancanze. dico io, eh. ci sono una vagonata di altre montagne, da sfu, a vedder al famoso woodlot ma se per caso vi capita di passare di qui e volete avere la assoluta certezza di spaventarvi, una qualsiasi opzione nella north shore farà al caso vostro. statemi bene.

Severed Dick, Vancouver, 16 maggio (riposto)


Squamish, part 2

Squamish è a nord di Vancouver. Tipo direzione Whistler. La strada costeggia l'Howe sound, nella Sunshine Coast. E' un luogo di suggestiva bellezza. Le montagne a nord che si affacciano sull'oceano. La strada è in rifacimento. La stanno allargando per le olimpiadi invernali che si terranno il prossimo anno.
Da Vancouver, Squamish è circa ad un'ora di strada. La cittadina potrebbe essere la versione canadese della nostra Riva del Garda. Un paradiso per il mountain biking (qui si tiene una famosa gara dal nome di Test of Metal), il windsurf/kiteboard (grazie a un possente termico che implacabile si alza nel pomeriggio) ed arrampicata (con il Chief, che mi dicono essere una delle pareti più rinomate per lo sport). Ieri il clima era riva-del-gardoso. Caldo, secco e ventilato. I sentieri però hanno zero della gentilezza di quelli italiani. Il gruppo era: io, Noel e Leonard (Len per gli amici). Quest'ultimo di 49 anni, con bici freeride e 5.10 alte. Un manico mica da poco. La moglie di Len ci scarrozza un pezzo, così evitiamo un po' di salita. Poi, un'ora secca a spingere la bici. In cima ci sono dei ripetitori e la vista è wonderful. Chiedo a Len: difficult trail? Nah, easy, really easy. Non è una forma di cagonismo da parte loro. Sono così abituati a questi livelli, che il sentiero che stiamo per fare si colloca alla base in una ipotetica scala di difficoltà. Non c'è bisogno di dire, che per uno standard medio europeo, il sentiero è fortemente (fortemente) carogna. Drop in curva, rock faces, radici, linee verticali. Nel video che ho postato prima si vede qualcosa, ma tutto il vero infame l'ho tagliato. Perchè? Andavo a piedi e non mi volevo sputtanare in mondo visione. Ecco. Noel in qualche punto per non farmi sentire troppo sfigato mi suggerisce che: walking is not a shame. Non mi devo vergognare di camminare. Non mi vergogno ed in qualche punto cammino. Il pomeriggio c'è il secondio giro. Che io salto. Il giorno prima su severed dick ho tirato una discreta cartella e zoppico vistosamente (scusa meschina, lo so). Il primo giro lo faccio con notevole sofferenza. Sia per il cardiopalmo sia per la gamba dolorante. Len e Noel si fanno portare in cima ad una collinotta (vado anche io a vedere), si fanno quindi due discese. La prima delle due viene descritta come extremely severe. Steep and tricky. In sostanza, la gamba dolorante cade a fagiolo ed evito di fare una discesa con bici in mano. Il mio ego ne avrebbe risentito. Per descrivere meglio il posto: Len ha un figlio che sta diventando quasi un semi pro mountain biker. In effetti, nella foto si vede cosa hanno costruito di fronte a casa.
Dal cancello si vedono passare persone con bici da freeride. Facciamo due passi a piedi ed in mezzo al bosco troviamo un percorso tipo bmx, un dirt track. Una sorta di slopestyle autocostruito. Ci sono tre ragazzini e facciamo due chiacchere con loro. Ormai è sera.
Barbecue (vegetariano per me, thank you) con anche i genitori di Len. Che mi racontano queste fantastiche storie nord americane. Tipo: nato a Winnipeg, Manitoba, poi spostato a Victoria, Isola di Vancouver, British Columbia, poi un migliaio di km di più a est, poi etc etc. La serata finisce e torniamo a Vancouver. Borsa del ghiaccio e speriamo che la botta passi. O forse no.

Squamish, British Columbia, 17 maggio 2009

squamish, may the 17th 2009 from marcello libralato on Vimeo.

Dopo vi dico. adesso mi devo mettere l'arnica e tenere la borsa del ghiaccio nella gamba. ecco, si. a dopo. 

domenica 17 maggio 2009

Trip to Canada

arrivo venerdi sera. sequenza di volo: venezia/francoforte - francoforte/toronto - toronto/vancouver. mi recupera all'aereoporto Noel (di Knollyiana fama) e mi deposita a casa di amici, quattordicesima e willow. la differenza di fuso orario è di nove ore (indietro). la mattina Noel mi ripassa a prendere, andiamo nei suoi uffici, recupero una delirium t con montaggio freeride light (fox 36 float davanti, fox dhx 5.0 dietro, pipa da 4 cm e, non c'è bisogno di dire, pedali flat. Andiamo a portare un'altra delirium in un negozio (different bikes) nel parcheggio allla base di Seymour. Proseguiamo in macchina e lasciamo la macchina al "trailhead" (inizio del sentiero). sono stordito da una notte insonne, jet lag, e poi sono proprio stordito di mio. risaliamo il sentiero, ne incrociamo uno più grande (baden powell) e poi scegliamo il più sfigato di quelli in discesa, che per inciso si chiama severed dick (cioè, sorry, cazzo tagliato). il nome è in onore a chi lo faceva con le rigide negli ani novanta. per la cronaca, è difficile ancora adesso. per i local un sentiero "mellow". tranquillo. dal filmato che ho postato sembra in effetti niente di sconvolgente, perchè la camera appiattisce il terreno e ne dà una visione distorta (nel senso di, facile). in effetti rispetto ai sentieri che ho percorso in altre occasioni nel passato qui a vancouver, il sentiero è mellow indeed. a tal punto facile che con un pedale mi aggancio ad una roccia e tiro la più classica delle mine. con relativa coscia contro roccia e manubrio su sterno. mellow indeed. faccio finta di niente (ho tagliato quel passaggio doloroso dal video che ho postato, ecco) e tiro dritto. nel dolore, decoro. detto questo, torno a casa zoppicando vistosamente. ghiaccio e psicoterapia. perchè domani, cioè oggi, si ripete. destinazione squamish.
au revoir and talk to you soon.

martedì 12 maggio 2009

EHBE



EHBE, ovvero European Handmade Bicycle Expo.
Con qualche anno di ritardo rispetto al prestigioso NAHBS americano, anche i costruttori europei hanno voluto mettere in piazza le loro creazioni. La prima edizione si è appena conclusa. Stessa filosofia, stesse regole: biciclette artigianali, esercizi di stile a pedali e qualsiasi altra curiosità che possa servire a celebrare la bicicletta con più attenzione alla passione, alla cura del dettaglio e alla creatività piuttosto che al mercato. Evviva.

Crisp Titanium

Amaro

Julie Racing Design

Dailybread

Grazie alle foto degli amici di biciclista, possiamo mostrare anche a voi tutte le prelibratezze provenienti dalla fiera.
EHBE DAY 1
EHBE DAY 2
EHBE DAY 3