lunedì 16 agosto 2010

trovatella

Essere ciclocentrico significa avere anche dei doveri morali. Parlo della consapevolezza del nostro ruolo come di coloro che preservano e portano in rassegna sempre e comunque il verbo ciclistico e il bello dell'essere pedivellante. Tornando a noi capita quando meno te lo aspetti. E' in questi momenti che il dovere ciclocentrico chiede il nostro contributo. Anche quando, a termine di una giornata splendida a cavallo tra alpi francesi e svizzere, si sta attraversando con la luce del tramonto la valle del lago di Montriond. L'impresa quotidiana sta volgendo al termine, e mentre percorriamo la strada che porta ad un piccolo villaggio di chalet accade l'insospettabile. Una splendido esemplare di bici randonneur, di perfetta scuola francese, abbandonata a se stessa ed esposta da chissà quanto tempo ad agenti atmosferici e minacce di qualsiasi tipo. Che il cielo ci perdoni. Ma la prima cosa che ci è saltata alla mente è stato inchinarsi ai piedi di questo telaio, passare lo sguardo sulle finiture impeccabili e ahimè appassite dalla sventura. Era nostro dovere salvarla dall'oblio. Ma questa volta la cruda realtà non ce ne ha dato la possibilità. Troppa strada da fare ancora, troppo valli distano dal nostro alloggio. Impossibile per oggi salvarla. L'abbiamo abbandonata promettendo di ritornare un giorno per riportarla al pieno del suo splendore.

2 commenti:

  1. La dovevamo portare a casa. Kribbio!!!

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  2. io ho lasciato una legnano da corsa di fianco ad un cassonetto (ero in bici) e quando sono tornato in auto era sparita :-(

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